Principi costituzionali e unionali

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CRAM DOWN FISCALE: ASPETTI SOSTANZIALI E PROCESSUALI

Il provvedimento del Tribunale di Genova appare del tutto convincente nel momento in cui risolve le questioni relative alla decorrenza dei cram down fiscale, all'oggetto del giudizio e alla possibilità di applicare l'istituto anche al caso del voto negativo. Non sembra del tutto persuasivo la soluzione che, nel silenzio della norma, il Tribunale ha ritenuto di dare alla collocazione del cram down fiscale all'interno delle diverse fasi in cui si articola il processo concordatario
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L’INDEDUCIBILITA’ DEI COSTI FISCALI E LA COERENZA DELLA DISCIPLINA TRIBUTARIA NELLA GIURISPRUDENZA COSTITUZIONALE

La Corte Costituzionale delinea persuasivamente il quadro di riferimento dei principi costituzionali del sistema tributario, indicando che la discrezionalità del legislatore ha estensione decrescente nel passaggio dall'individuazione del presupposto a quello delle singole articolazioni interne agli istituti tributari che devono essere disciplinate coerentemente al presupposto. Nel settore del reddito d'impresa, poichè il presupposto è il reddito netto, i costi inerenti devono essere sempre deducibili salve le eccezioni giustificate da un particolare interesse fiscale
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LA “RIFORMA” DELL’ART. 20 TUR SUPERA L’ESAME DI COSTITUZIONALITÀ

La Corte Costituzionale dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale della riforma dell'art. 20 dell'imposta di registro sulla base di principi assolutamente consolidati nella sua giurisprudenza e nella più diffusa interpretazione dell'art. 53 Cost.
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L’UNICITÀ DELLA PRESTAZIONE AI FINI IVA: UN GRADUALE PASSAGGIO DAL PIANO OGGETTIVO A QUELLO SOGGETTIVO?

La sentenza BlackRock, insieme a molti altri spunti di riflessione, sembra segnare un ulteriore progresso nell'individuazione dei criteri in base ai quali stabilire se più prestazioni formano un'unica prestazione inscindibile
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PROFILI DI (IN)COSTITUZIONALITÀ DELL’ART. 24 DEL DECRETO RILANCIO RELATIVO ALL’ESONERO DAL VERSAMENTO DEL SALDO E DELL’ACCONTO IRAP

L'esonero dal saldo e dal primo acconto i.r.a.p. previsto dall'art. 24 del Decreto Rilancio è disciplinato, dal punto di vista oggettivo e da quello della individuazione dei beneficiari, in termini tali da legittimare il dubbio circa la legittimità costituzionale di tale disciplina
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DAC 6: Valori, interessi e posizioni soggettive coinvolti e profili di tutela

Ancorchè siano provvisorie (e dovranno essere sviluppate in un contributo più articolato), pubblico le slide presentate per il bel convegno organizzato (sotto gli auspici dell’AIPSDT) dall’Università di Bergamo e dal prof. Gianluigi Bizioli su: “L’Attuazione della DAC 6 in ITALIA: Prime ipotesi ricostruttive” il 26 giugno 2020. Cliccare per scaricare le slide
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LE SOCIETÀ FIDUCIARIE E L’ESONERO DAL VERSAMENTO DEL SALDO E DELL’ACCONTO IRAP EX ART. 24 DEL “DECRETO RILANCIO”

L'interpretazione costituzionalmente orientata e un'attenta lettura delle disposizioni rilevanti conduce a concludere che l'esonero dal versamento del saldo e dell'acconto IRAP di cui all'art. 24 del "Decreto Rilancio" si applica anche a tutte le società fiduciarie
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DAC 6: LA NOZIONE DI “CONTO FINANZIARIO” FRA RINVIO E PRESUPPOSIZIONE

Le definizioni contenute nel DAC 6 rinviano, a loro volta, ad altre nozioni che sono contenute in più norme di diversi ordinamenti. Occorre scegliere, quindi, qual è il sistema normativo al quale fare riferimento.
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DAC 6: LA GENERICITA’ DELLA DISCIPLINA RENDE INDISPENSABILE IL SUO COMPLETAMENTO A LIVELLO INTERPRETATIVO

Per motivi assolutamente comprensibili gli obblighi disciplinati dalla DAC 6 hanno una fattispecie altamente indeterminata. Affinché si possa affermare che tali obblighi sono effettivi - e, quindi, concretamente esigibili e sanzionabili - occorrerà uno sforzo interpretativo supportato da adeguate istruzioni.
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Nuova monografia: Il diritto potestativo d’interpello

E' appena stata pubblicata la mia ultima monografia dedicata a "Il diritto potestativo d'interpello"
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DECRETO “LIQUIDITA’” E L’INCOSTITUZIONALE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO NELLA NORMA SULLA SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

L'art. 18 del d.l. n. 23 del 2020 distingue i soggetti che possono beneficiare della sospensione dei versamenti da quelli che non sono ammessi all'agevolazione sulla base di indici inidonei a misurare l'effettiva incidenza della crisi sulla liquidità delle imprese. Come tale si espone a dubbi di legittimità costituzionale.
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SPUNTI DI RIFLESSIONE SUL CANONE PER LA TRASFORMAZIONE DELLE DTA AI SENSI DELL’ART. 55 DEL DECRETO “CURA ITALIA”

Il "canone" per la trasformazione delle DTA in crediti d'imposta previsto dal decreto "Cura Italia" ha una natura e una ratio diverse da quelle proprie dell'omonimo istituto previsto per la trasformazione in crediti d'imposta delle DTA da computare nel patrimonio di vigilanza delle banche. Modificandosi natura e ratio, appare anche dubbia la legittimità costituzionale di questo prelievo.
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L’ANALOGIA NEL DIRITTO TRIBUTARIO

E' stato appena pubblicato un volume dedicato all'Analogia nel diritto tributario. L'opera è interessante innanzi tutto come esperimento didattico. Perchè essa rappresenta il risultato di una ricerca condotta dagli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Foggia. Tale ricerca è stata diretta a individuare i casi in cui, nell'arco dell'ultimo decennio, l'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso all'analogia per risolvere i quesiti alla stessa sottoposti nell'ambito delle istanze di interpello. Tuttavia, il lavoro riveste anche un interesse teorico perchè dimostra come, al di là dei dibatti teorici, nella quotidiana e concreta esperienza giuridica si faccia assai spesso ricorso all'analogia.
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IL DISTACCO DI PERSONALE È UNA PRESTAZIONE IMPONIBILE AI FINI DELL’IVA

La sentenza della Corte di Giustizia che ha sancito l'imponibilità ai fini IVA delle prestazioni di distacco del personale era attesa. Essa, comunque, contiene un'importante enunciazione di principio: quella della rilevanza delle prestazioni rese a titolo oneroso, anche se non corrispettive. I considerazione dell'efficacia diretta verticale delle direttive, come interpretate dalla Corte di Giustizia, la regola contenuta nella sentenza non dovrebbe poter essere applicata dall'Agenzia "contro" i contribuenti. Ma vi sono motivi per essere molto cauti.
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CORONAVIRUS E AIUTI DI STATO

Una corretta interpretazione dell'art. 107, paragrafo 2, lett. b) TFUE consente di affermare che gli aiuti selettivi che dovessero essere concessi alle imprese in conseguenza della calamità determinata dall'epidemia di Coronavirus non devono essere autorizzati dalla Commissione UE perchè non sono incompatibili con il mercato interno.