Guglielmo Fransoni

Imposte sul reddito

Dalla “trasformazione” alla “conversione”: l’ampliamento (in via analogica) dell’ambito di applicazione della disciplina di cui agli artt. 170 e 171 T.U.I.R.

La risposta a interpello afferma, a nostro avviso correttamente, il principio per cui la disciplina fiscale della trasformazione eterogenea si applica, al di là della presenza di una trasformazione in senso proprio, a tutte le operazioni in cui si ha un passaggio di regime.

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L’indeducibilita’ dei costi fiscali e la coerenza della disciplina tributaria nella giurisprudenza costituzionale

La Corte Costituzionale delinea persuasivamente il quadro di riferimento dei principi costituzionali del sistema tributario, indicando che la discrezionalità del legislatore ha estensione decrescente nel passaggio dall’individuazione del presupposto a quello delle singole articolazioni interne agli istituti tributari che devono essere disciplinate coerentemente al presupposto. Nel settore del reddito d’impresa, poichè il presupposto è il reddito netto, i costi inerenti devono essere sempre deducibili salve le eccezioni giustificate da un particolare interesse fiscale

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GLI IAS/IFRS E IL REGIME FISCALE DEGLI INDENNIZZI PER VIOLAZIONE DELLE GARANZIE NEI CONTRATTI DI CESSIONE DI PARTECIPAZIONI

La Corte di Cassazione afferma, correttamente, che la qualificazione degli indennizzi dovuti per effetto della violazione delle clausole di dichiarazioni e garanzia costituiscono sopravvenienze improprie che concorrono alla formazione del reddito imponibile per il loro intero ammontare opera anche per i soggetti IAS compliant. Tale condivisibile conclusione è sorretta, però, da un argomento che non appare tecnicamente persuasivo

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CESSIONI DI PARTECIPAZIONI E DISCIPLINA FISCALE DELLE INDENNITA’ PER VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DI GARANZIA DEL VENDITORE

La Cassazione qualifica gli indennizzi derivanti dall’applicazione delle clausole di garanzia nelle cessioni di partecipazioni come sopravvenienze attive “assimilate” e, come tali, imponibili anche quando l’evento che determina l’attivazione di tali clausole non è fiscalmente deducibile

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IL PRINCIPIO DI DERIVAZIONE RAFFORZATA SECONDO LA CORTE DI CASSAZIONE

La Corte di Cassazione qualifica l’art. 83, comma 2, del t.u.i.r., nella parte in cui stabilisce il c.d. principio di derivazione rafforzata, come norma di rinvio. Si tratta, quindi, di un rinvio mobile che introduce, con rango di norma primaria, i principi contabili IAS/IFRS direttamente nel sistema della disciplina del reddito d’impresa. Questa soluzione, certamente condivisibile, presenta anche alcuni interessanti corollari.

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TERMINI DI DECADENZA DAL POTERE DI ACCERTAMENTO E COMPONENTI REDDITUALI PLURIENNALI

La Cassazione rinvia alle Sezioni Unite la questione della decadenza dal potere di rettifica dei costi ultrannuali. A prescindere dalle corrette riserve che vengono avanzate sulla precedente giurisprudenza, il caso potrebbe essere utile per rimeditare alcune posizioni poco meditate sulla dichiarazione, la deduzione dalla base imponibile e la definitività della dichiarazione

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SPUNTI DI RIFLESSIONE SUL CANONE PER LA TRASFORMAZIONE DELLE DTA AI SENSI DELL’ART. 55 DEL DECRETO “CURA ITALIA”

Il “canone” per la trasformazione delle DTA in crediti d’imposta previsto dal decreto “Cura Italia” ha una natura e una ratio diverse da quelle proprie dell’omonimo istituto previsto per la trasformazione in crediti d’imposta delle DTA da computare nel patrimonio di vigilanza delle banche. Modificandosi natura e ratio, appare anche dubbia la legittimità costituzionale di questo prelievo.

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UN’IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SULLA LEGITTIMITA’ DELLE DISCRIMINAZIONI QUALITATIVE

Commento a Corte Cost., sent. 23 dicembre 2019, n. 288 1. Premessa Vi sono sentenze della Corte Costituzionale la cui importanza risiede molto più nei principi enunciati che nella loro applicazione al caso specificamente deciso. La sentenza n. 288 del 2019 è certamente una di queste. Infatti, a prescindere dall’esistenza di alcuni margini di opinabilità

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