Guglielmo Fransoni

Riscossione

Ancora sul cram down fiscale e sulle relative regole processuali

Il Tribunale di Roma conferma che il c.d. cram down fiscale si applica anche ai giudizi iniziati nella vigenza della precedente disciplina se non sono ancora compiute le operazioni di voto e che esso riguarda anche le ipotesi in cui il voto dell’amministrazione finanziaria sia stato contrario. Con soluzione innovativa,, ma del tutto condivisibile ha ritenuto che l’istituto si applica direttamente in sede di giudizio di omologazione.

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Cram down fiscale: aspetti sostanziali e processuali

Il provvedimento del Tribunale di Genova appare del tutto convincente nel momento in cui risolve le questioni relative alla decorrenza dei cram down fiscale, all’oggetto del giudizio e alla possibilità di applicare l’istituto anche al caso del voto negativo. Non sembra del tutto persuasivo la soluzione che, nel silenzio della norma, il Tribunale ha ritenuto di dare alla collocazione del cram down fiscale all’interno delle diverse fasi in cui si articola il processo concordatario

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Il trattamento dei debiti tributari e concordato preventivo: dal procedimento al processo

Questo saggio cerca di dimostrare che la modifica dell’art. 180, comma 4, l.f.., non ha determinato la trasformazione del giudizio di omologazione in un
sistema nel quale convivrebbero una giurisdizione essenzialmente volontaria e una giurisdizione contenziosa sul corretto esercizio del potere amministrativo. Piuttosto, il giudizio di omologazione resta un giudizio rivolto all’accertamento dei fatti che legittimano la definizione concordataria, fra i quali adesso è inclusa anche la maggiore convenienza della proposta rispetto alle possibilità di soddisfazione del credito erariale.

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La nuova disciplina della “transazione tributaria” e la successione della legge nel tempo

La nuova disciplina della transazione fiscale determina una successione delle leggi nel tempo. Si cerca, pertanto, di individuare una modalità adeguata di soluzione e individuazione delle procedure pendenti che sono soggette alla nuova disciplina che implica un’applicazione della regola tempus regit actum

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DECRETO “LIQUIDITA’” E L’INCOSTITUZIONALE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO NELLA NORMA SULLA SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

L’art. 18 del d.l. n. 23 del 2020 distingue i soggetti che possono beneficiare della sospensione dei versamenti da quelli che non sono ammessi all’agevolazione sulla base di indici inidonei a misurare l’effettiva incidenza della crisi sulla liquidità delle imprese. Come tale si espone a dubbi di legittimità costituzionale.

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I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SUGLI OBBLIGHI DEI COMMITTENTI PER LE RITENUTE DOVUTE DAGLI APPALTATORI E I DUBBI DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

Con la Circolare n. 1/E del 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito preziosi chiarimenti in ordine alla disciplina di cui all’art. 17-bis del d.lgs. n 241 del 1997 relativo agli obblighi di controllo dei committenti in materia di versamento delle ritenute alla fonte operate da appaltatori e subappaltatori. Alcune di queste indicazioni non sono pienamente condivisibili. Tutte, però, evidenziano che la disciplina oggetto di commento da parte della circolare non è autosufficiente, richiede una penetrante opera di completamento e, pertanto, suscita dubbi di legittimità costituzionale rispetto all’art. 23 Cost.

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L’INAPPLICABILITA’ AI CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE DI MANODOPERA E DI DISTACCO DELL’ART. 17-bis DEL D. LGS. N. 241/1997

1. Il problema Uno fra i non pochi dubbi relativi alla disciplina di cui all’art. 17-bis del d.lgs. n. 241 del 1997 riguarda l’ambito oggettivo della sua applicazione. Si è posto, cioè, il problema se tale disciplina – che, com’è noto, coinvolge il committente nell’attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi di sostituti d’imposta

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LE CLAUSOLE DEI CONTRATTI DI APPALTO (E SIMILARI) ALLA LUCE DELLA DISCIPLINA SULLA RESPONSABILITA’ DEL COMMITTENTE PER LE RITENUTE DOVUTE DA APPALTATORI E SUBAPPALTATORI

Commento all’art. 17-bis del d.lgs. n. 271 del 1997 1. L’esigenza di adeguamento delle clausole contrattuali determinata dall’art. 17-bis del d.lgs. n. 241 del 1997 Come chiarito dalla Ris. n. 108 del 2019 «con riferimento alle ritenute operate a decorrere dal mese di gennaio 2020 (e, quindi, relativamente ai versamenti eseguiti nel mese di febbraio

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RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI LEASING IMMOBILIARE E IMU: DALLA CASSAZIONE SOLUZIONI ANCORA OPINABILI

Commento a Cass. civ., Sez. V, sent. 19 novembre 2019, n. 29973 1. Tre non è il numero perfetto La Cassazione ritorna per la terza volta nel volgere di pochi mesi della riferibilità del presupposto dell’IMU all’utilizzatore fino a che questi non riconsegni l’immobile alla società concedente pur dopo la cessazione degli effetti del contratto

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DEBITI TRIBUTARI, CESSIONE D’AZIENDA, SCISSIONE E AZIONE REVOCATORIA ORDINARIA

Commento a Cass. civ., Sez. I, sent. n. 31654 del 4 dicembre 2019 1. I principi affermati nella sentenza La sentenza in commento è del massimo interesse. Essa, tuttavia, contiene l’affermazione di due principi in ordine ai quali il giudizio non può che rimanere “sospeso” per alcuni motivi dei quali daremo conto. Procedendo con ordine,

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