Guglielmo Fransoni

legittimità costituzionale

PROFILI DI (IN)COSTITUZIONALITÀ DELL’ART. 24 DEL DECRETO RILANCIO RELATIVO ALL’ESONERO DAL VERSAMENTO DEL SALDO E DELL’ACCONTO IRAP

L’esonero dal saldo e dal primo acconto i.r.a.p. previsto dall’art. 24 del Decreto Rilancio è disciplinato, dal punto di vista oggettivo e da quello della individuazione dei beneficiari, in termini tali da legittimare il dubbio circa la legittimità costituzionale di tale disciplina

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DECRETO “LIQUIDITA’” E L’INCOSTITUZIONALE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO NELLA NORMA SULLA SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

L’art. 18 del d.l. n. 23 del 2020 distingue i soggetti che possono beneficiare della sospensione dei versamenti da quelli che non sono ammessi all’agevolazione sulla base di indici inidonei a misurare l’effettiva incidenza della crisi sulla liquidità delle imprese. Come tale si espone a dubbi di legittimità costituzionale.

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SPUNTI DI RIFLESSIONE SUL CANONE PER LA TRASFORMAZIONE DELLE DTA AI SENSI DELL’ART. 55 DEL DECRETO “CURA ITALIA”

Il “canone” per la trasformazione delle DTA in crediti d’imposta previsto dal decreto “Cura Italia” ha una natura e una ratio diverse da quelle proprie dell’omonimo istituto previsto per la trasformazione in crediti d’imposta delle DTA da computare nel patrimonio di vigilanza delle banche. Modificandosi natura e ratio, appare anche dubbia la legittimità costituzionale di questo prelievo.

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I CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SUGLI OBBLIGHI DEI COMMITTENTI PER LE RITENUTE DOVUTE DAGLI APPALTATORI E I DUBBI DI LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE

Con la Circolare n. 1/E del 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito preziosi chiarimenti in ordine alla disciplina di cui all’art. 17-bis del d.lgs. n 241 del 1997 relativo agli obblighi di controllo dei committenti in materia di versamento delle ritenute alla fonte operate da appaltatori e subappaltatori. Alcune di queste indicazioni non sono pienamente condivisibili. Tutte, però, evidenziano che la disciplina oggetto di commento da parte della circolare non è autosufficiente, richiede una penetrante opera di completamento e, pertanto, suscita dubbi di legittimità costituzionale rispetto all’art. 23 Cost.

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LA LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELLA MANCATA GENERALIZZAZIONE DEL CONTRADDITTORIO PREVENTIVO E NECESSARIO FRA PRESENTE E FUTURO

Le possibilità di sollevare una questione di legittimità costituzionale ammissibile e fondata relativamente all’omessa previsione di una fase di contraddittorio necessaria e preventiva nell’accertamento dei tributi sono piuttosto scarse.
Questo vale per il passato. Adesso che una disciplina del contraddittorio è stata effettivamente introdotta dall’art. 5-ter del d.lgs. n. 218 del 1997, paradossalmente ci sono maggiori spazi per un’eccezione di legittimità costituzionale.

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